20 dicembre 2011

Premio «Parodi» a Elva Lutza

Elva Lutza vince il Premio Andrea Parodi

CAGLIARI. È il duo sassarese degli Elva Lutza formato da Nico Casu, tromba e Gianluca Dessì chitarra, che ha vinto ieri notte la quarta edizione del premio «Andrea Parodi». La decisione è giunta a tarda ora al termine della terza serata, anche questa confortata da un pubblico attento che ha affollato platea e galleria del teatro Auditorium al centro del quartiere della Marina. Sul palco, introdotti da Carlo Massarini che ha condotto in scioltezza la serata nelle vesti di maestro di cerimonie, si sono confrontati i nove concorrenti. Anche nell’ultima prova davanti a una giuria tecnica competente che tra gli altri schierava anche il paroliere Giulio Rapetti Mogol, collaboratore di tanti motivi di Lucio Battisti con il quale formò coppia fissa per anni, gli artisti in gara hanno mostrato alto livello di professionalità, con all’interno alcune interessanti eccellenze. Ne è venuto fuori un campionario multiforme di espressioni della musica popolare contemporanea, quella che non disdegna ma anzi ricerca lo scambio e il rapporto con le radici. Segnali positivi per il futuro della nostra musica e del premio, che con la direzione della cantante Elena Ledda ha fatto un bel salto in avanti. Ieri, serata finale, è stata anche quella dedicata agli ospiti speciali. A cominciare dalla cantante catalana Ester Formosa che ha interpretato alcune perle del suo accattivante repertorio accompagnata dal chitarrista Marcello Peghin e da Mauro Palmas alle mandole. Come Giuseppe Rinaldi, in arte Kaballà esibitosi in coppia con Massimo Germini e, infine, Fausto Mesolella. I concorrenti, a differenza delle altre due serate di venerdì e di sabato, ieri sera hanno presentato solamente i brani inediti in concorso. Ad aprire sono i siciliani Eko Experience con «Agrodolce». Poi, a ruota, Elva Lutzu con «Deo torro», Mà Aria con «Parrinu», Mihiretu Ghide e Panacea con «Zemen», Laura Mura con «S’enna e sa musca», gli Ecovanavoce in «La Malalingua», Davide Berardi con «Copu e cristal», gli Andhira in «Madre d’acqua» e, per ultimo Filippo Grillo con «Ninna nanna». Ma le più intense emozioni si sono avute nella serata di sabato dove ogni concorrente ha dato saggio della propria bravura interpretando ciascuno un brano dell’indimenticabile Soneanima. Da segnalare per la cronaca le interessanti prove date da alcuni concorrenti non sardi. Dai siciliani Eko Esperience in «Un alenu e sole» e Grillo in «Soneanima» al pugliese Davide Berardi in «Armentos». Fuori dal compito, e decisamente di alto profilo le interpretazioni dei sardi che non hanno – giustamente – inseguito gli inarrivabili originals fornendo invece chiavi interessanti di lettura. Dal blues appassionato di «A Foua» proposta in portotorresino da Elva Lutza alla corale e impeccabile «Abacada» di Andhira. Ma è «Pandela», offerta da Laura Mura e il suo straordinario ensemble ad aver catturato pubblico e critica seducendo per l’originale trasposizione in forma unplugged di un brano ad alta emozionalità, dove è brillata altissima la stella di Francesca Corrias strumentista e vocalist di bel segno contemporano, eppure dal solido background in roots.

Da La Nuova Sardegna del 28 novembre 2011.

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